L’illusione del “fai-da-te”; Wix ed Elementor
L’illusione del “fai-da-te” visivo ha rivoluzionato il web design, ma ha contemporaneamente creato un enorme malinteso nel posizionamento sui motori di ricerca.
Quando si valuta l’efficacia SEO, architetture chiuse come Wix e l’abuso di page builder come Elementor su WordPress presentano criticità strutturali che spesso limitano la visibilità organica.
Ecco un’analisi di competenza di questi due approcci e dei motivi per cui rischiano di frenare la crescita su Google.

La Gabbia Dorata di Wix e dei Site Builder Chiusi
Piattaforme come Wix hanno compiuto significativi progressi sul piano SEO negli ultimi anni, integrando strumenti per la gestione dei meta tag, dei re-indirizzamenti 301 e dei dati strutturati. Tuttavia, il limite invalicabile resta la natura stessa di una piattaforma chiusa.
- Assenza di controllo server-level:
Non è possibile intervenire sulla configurazione del server o ottimizzare il budget di scansione tramite direttive avanzate nel file robots.txt o modifiche al file .htaccess. - Rendering pesante in JavaScript:
Wix si affida fortemente all’esecuzione di codice JavaScript per mostrare i contenuti. Sebbene i motori di ricerca siano in grado di indicizzarlo, il processo richiede risorse doppie rispetto all’HTML statico, rallentando la velocità di indicizzazione complessiva dei siti più complessi. - Strutture URL rigide:
Rispetto alla flessibilità totale di WordPress, la gestione della tassonomia (categorie, tag e sottodirectory) nei builder proprietari soffre di vincoli strutturali difficili da aggirare in ottica di ottimizzazione semantica avanzata.
Quello che non riesco a comprendere è come sia possibile che in Italia ci siano “agenzie” che costruiscono siti web utilizzando Wix, spacciandoli per professionali. Chiedo scusa ai concorrenti, ma va detto: se non sapete scrivere codice e creare un tema per un qualsiasi CMS, è meglio fare altro.
D’altronde, come dice la stessa piattaforma Wix, il sito lo può realizzare direttamente il cliente gratis. A un prodotto gratuito non si guarda il codice, ma chi è del mestiere sa bene che si tratta di un sito “fai da te” che non può e non deve essere considerato un lavoro professionale.
Il Paradosso di Elementor: Flessibilità che Genera “Bloatware”
Spostarsi su WordPress sembra la soluzione definitiva, ma l’adozione indiscriminata di Elementor introduce problematiche altrettanto severe, legate principalmente al fenomeno del code bloat (codice ridondante). Un pachiderma che si vede snello ma snello non è affatto!
Elementor permette a chiunque di disegnare pagine straordinarie, ma lo fa generando un’architettura di codice invisibile all’utente e dannosa per i motori di ricerca. Una quantità di inutili codici che, rispetto a temi e builder più logici e puliti, generano un codice ridondante, pesante e… brutto da leggere (per addetti ai lavori).
In pratica, potrei affermare che Wix come Elementor, sono destinati alla medesima categoria di “professionisti”; quelli che non sanno fare un sito web o che di “SEO” capiscono poco o nulla!
Il Problema del DOM Eccessivo
Ogni sezione, colonna, contenitore o widget inserito con Elementor aggiunge diversi strati di tag HTML (i cosiddetti nodi DOM). Una pagina apparentemente semplice può arrivare a contenere migliaia di righe di codice nidificato.
Google penalizza i siti con un DOM eccessivo perché i browser faticano a elaborarlo, specialmente sui dispositivi mobili.
Core Web Vitals Compromessi
Elementor tende a caricare script CSS e JavaScript globali, anche per elementi o widget che non sono utilizzati in quella specifica pagina. Questo compromette metriche fondamentali come il Largest Contentful Paint (LCP) e l’Interaction to Next Paint (INP), elementi cardine dell’algoritmo di classificazione di Google relativi all’esperienza utente.
La realtà dell’ottimizzazione:
Ottimizzare SEO un sito basato su Elementor non è alla portata di tutti. Richiede competenze verticali per effettuare il defer o il delay degli script inutilizzati, l’uso combinato di plugin di asset management (come Perfmatters) e una profonda conoscenza dello sviluppo web per ripulire il codice senza compromettere il design e colmare tutte quelle lacune che questo builder ha.
Un sito in Elementor può essere posizionato in Google? Si, ma avrà performance inferiori rispetto ad altri builder che generano meno “spazzatura” di codice oltre quanto sopra già descritto.
Oltre il Visuale: Serve una Strategia Tecnica
Scegliere la via più semplice per gli occhi quasi mai coincide con la via più efficiente per i motori di ricerca. Un sito web per performare su Google nel 2026 ha bisogno di un’infrastruttura snella, di un codice semantico pulito e di una velocità di caricamento istantanea.
Se il Suo obiettivo è trasformare il sito web in un reale canale di acquisizione clienti, elimini i compromessi tecnici che rallentano il Suo business.
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